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BORDERLINEovvero UN EQUILIBRIO PRECARIO E' PUR SEMPRE UN EQUILIBRIO |
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December 31 Un insignificante secondo in più Trattenete gli spumanti, rimandate di 1 secondo i festeggiamenti, non so, contate alla rovescia fino a -1, perché, a seguito degli spostamenti dell'asse terrestre dovuti ai cataclismi, il 2008 durerà un secondo in più. Ebbene sì, hanno radunato i più grandi cervelli del mondo, hanno fatto convegni, ricerche, esperimenti, calcoli. Probabilmente hanno ucciso topi, analizzato lo sperma di un microorganismo vegetale e poi fatto la scarpetta col pandoro. Tutto questo e tanti altri cervelloidi artifici hanno portato a... UN SECONDO IN PIU!?! Tutto questo casino per un maledettissimo secondo in più? Cioè, mi stai dicendo che in sessant'anni ci troveremo un minuto indietro? (Porca miseria, devo ricordarmi di spostare l'appuntamento alle 16 del 2 gennaio 2009 alle 16:00:01). A prescindere dal parere che ognuno di noi si farà, dovremo in ogni caso vivere un secondo in più in questo 2008. Come lo sfrutteremo? Cosa ci fai in un secondo? Qualcuno ringrazierà perché l'anno gli è piaciuto tanto, ed è contento perché durerà di più, ma per farlo ci metterà 1 secondo. Altri a quel secondo ruberanno un bacio, un abbraccio o una parola dolce. Qualcuno in quel secondo riceverà una spinta, l'ultima spinta del 2008, e magari se data bene seguita dalla prima caduta del 2009. Questo secondo renderà vano tutto ciò che viene fatto al 60esimo secondo dell'ultimo minuto del 2008, perché per la prima volta ci sarà un 61esimo secondo. Un maledettissimo, insignificante 61esimo secondo in cui mandare affanculo un anno che forse ci ha fatto schifo, un anno stanco che zoppicando trascinerà il proprio peso per un passo in più, secondo in più, affanno in più. Credo che un qualche concilio popolare debba riunirsi inoltre per decidere se da oggi sarà ancora valida l'espressione "ci vediamo alle 5, secondo più secondo meno". Inoltre probabilmente i vostri computer, sopravvissuti al millenium bug, esploderanno, o espelleranno soldi dal lettore cd, in ogni caso se funzioneranno ancora dovrete rimettere l'orologio. Fatti avanti 2009, indugia solo un secondo, poi a tutta birra. November 28 Come se la pioggia non la riguardasse.Vede fuori dalla finestra. Piove. Piove come se non dovesse smettere mai. Il senso di sicurezza che sente, perché lo sente? Sono le quattro mura che la circondano? Oppure il tetto che la copre? Qualquetta® sa che non è così. E ancora una volta sa che la risposta è una persona. Esce dalla biblioteca, cammina tranquilla. Sa di avere addosso degli sguardi, perché sta camminando sotto l'acqua, senza ombrello. Con le cuffie alle orecchie che le cantano un sottofondo da colonna sonora lenta ma energica. Proprio la canzone adatta alla scena. E ciascuno che passa ha le proprie cuffie con il jack attaccato al cuore. In alcuni è più evidente, in altri un po' meno, ma tutti tradiscono seppur impercettibilmente il proprio ritmo. Qualquetta® prosegue sotto l'acqua, come se la pioggia non la riguardasse. Un uomo passa saltellando, cantando sotto la pioggia, e si aggrappa ad un palo per ampliare il proprio movimento felice. Anche lui non la sente la pioggia. Quel signore è uno di quelli che si sa cosa sta ascoltando. Una tettoia di plastica, e per pochi secondi le gocce cessano, mentre il riparo urla monotono la propria sofferenza. O forse vuole ricordare ai passanti che è grazie a lui che sono coperti. Vorrebbe solo un po' di riconoscenza. Di nuovo acqua. Poi una porta. C'è un Suv nel bel mezzo del corridoio dell'università. Il proprietario ha deciso che le cuffie erano troppo discrete, così spara a palla la propria autoradio, tanto che per molti è difficile addirittura sentire le proprie, di cuffie. Qualquetta® non ci pensa. Lei le sue le sente bene. Ancora pochi passi, ed ecco il laboratorio di computer. Qualquetta® si siede e collega il proprio jack ad uno dei dispositivi. Da qualche parte, qualche ora dopo, Qualquetto™ collega il proprio jack. E sente la stessa musica. June 22 promemoria ...e 7... volendo scrivere questa sera, ho colto l'occasione per riguardare la storia "recente" di questo blog, e così mi sono accorto che, dal 22 giugno dell'anno scorso, questo e' il settimo intervento. SETTE. Sette in un anno. Precisi. Una coincidenza fantastica, che tra l'altro entra perfettamente in armonia con quello di cui voglio scrivere, perche' questo sette che spunta fuori inavvertitamente e' la sorpresa che non ti aspetti, la decorazione silenziosa che spara dritto al centro del piacere... e' la ciliegina sulla torta. Quella ciliegina che puo' essere un messaggio a fine giornata che ti dice "grazie" solo perche' ci sei stato, la figuraccia che fai con la persona sbagliata nel momento sbagliato, un sorriso colto di sfuggita con la coda dell'occhio, un abbraccio che non avevi proprio programmato. Sappiamo tutti che una ciliegina senza una torta non ha proprio senso. Io pero' sono convinto che e' la ciliegina a farti ricordare la festa, non la torta. April 28 Attonito centauro pieno di energia.
Qualquetto™
stava attonito davanti ad un foglio. Un esame scritto ti assorbe. E
fissi il foglio, sperando che si animi ed inizi a parlarti, ma se
tanto non la sai la definizione di Punto di Equilibrio, puoi fissarlo
quanto vuoi, ma non te la dirà mai. Ma Qualquetto™ lo fissa lo
stesso, quel foglio bianco che è carta. Quel foglio che è fibre,
quel foglio che è cellulosa, che è molecole, poi atomi. Quel foglio
che è, scendendo ancora e ancora e ancora, ENERGIA. La stessa
energia che dopo aver seguito una strada diversa è quell'impulso che
muove il diaframma di Qualquetto™, e lo fa respirare. E gli dà
vita. Come ha dato vita all'universo un tempo illimitato fa, in un
enorme Kaboom-Big-Bang. Quell'energia che ora è un puntino acceso
fisso sul tuo televisore spento. E in un certo senso Qualquetto™ è
un tutt'uno con il foglio bianco che ha davanti, perché nipote
remoto di uno stesso avo energetico. Questo non basterà a dargli la
definizione di Punto di Equilibrio, ma lo ha spinto verso una
conoscenza che per lui significa molto di più. March 30 Titoli autosufficientiTitolo 1: Un sonno gigantesco, ma una notte porterebbe via il concetto. Titolo 2: Permettiti di essere felice. Titolo 3: Hai il coraggio di deludere qualcuno? Titolo 4: La canzone giusta. Titolo 5: E` la tua vita. Per l'occasione, mi sparo nelle orecchie una canzone adatta, che dice che "abbiamo un battito che batte come un martello pneumatico in noi, ma se lo controlli col senno di poi non batterà mai". Il problema è la scelta. Sei fortunatissimo: ci sono tantissime cose che ti renderebbero felice. Il lato difficile: non potrai seguirle tutte, sempre. Qualche volta, devi fare delle rinuncie. Qualche volta, devi avere il coraggio di deludere qualcuno. Non devi vergognarti di ciò che vuoi. Interferenze e compromessi rovinerebbero lo sforzo. A volte la felicità è a un tiro di schioppo, e non devi lasciartela scappare per il terrore di prendere una decisione. March 17 ...e buonappetitoL'attore confuso che recita la parte di un indeciso pennuto. Nulla di meno standard e improponibile. Ma è un inizio. Allora dico che c'è questo attore confuso. Lo chiameremo AC per comodità. E comincia a ripetere a pappagallo, cioè a pennuto, la parte confusa dell'indeciso. Tipo "essere o non essere", ma più trash e molto meno inglese. Di essere o non essere non c'ha niente in realtà. Solo "essere". Ma è un inizio. Il punto è che lo tira in mezzo quella parte. Non è tanto il modo in cui lo dice, perché la sua parte consiste solo in "lo dici buon appetito quando siedi da solo a tavola?" e altre tipo "la metti la freccia per girare quando non c'è nessuno?". -Ammesso che tu la metta quando c'è qualcuno.- Atteggiamenti convenzionali che segui. Ma attraverso un "rifai il letto se non c'è nessuno che lo vedrà?" c'è una domanda più grande. Il punto è "esisti anche quando sei da solo?". E in quale dei due casi esisti, quando apparecchi per mangiare da solo o quando non lo fai? AC sta là e pende in preda a questi pensieri compulsivi. E intanto lo spaventapasseri bionico ha detto la sua, e toccherebbe a AC, che però non ha la battuta pronta, ed è tutto da rifare. E` una vita che va avanti così... February 23 Crisi gratis per tutti."Amen". Finiva come al solito la messa del p-p-prete balbuziente. Quell'amen, che per lui significava sempre meno. Non doveva essere tanto difficile il fatto di persistere in qualcosa in cui credeva sempre meno, quanto il pensiero che forse avrebbe dovuto essere, in quel momento, da tutta altra parte, ad esprimere la propria natura come meglio gli veniva. O meglio come più naturale. Sollevare quel calice era sempre più pesante. Pensava a se stesso, e quasi rideva... un prete emofobico. Diventato emofobico col tempo. Implorare che quel vino rimanesse vino, e nel frattempo convincere altri che diventava sangue. Poi ovviamente non poté durare. Incontrare un cavatappi omofobico fu come morire. Sei un cavatappi, e hai di per te stesso la funzione che rifiuti. E io p-p-prete emofobico sono peggio, perché ho scelto questa vita. Ma non saprei dove altro andare. Il cavatappi omofobico si limitò a sputare via quello che giurò essere l'ultimo tappo della sua vita, e scomparve volando sopra al balbuziente prete emofobico, fuori dalla sua linea di vista, forzata ad altezza d'uomo. |
lo dice il nome: varie ed eventuali
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